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Cosa Mangiare

Cosa Mangiare



Probabilmente state leggendo questo sito perché avete intenzione di organizzare un viaggio nella nostra bellissima isola o semplicemente perché siete amanti della buona cucina e siete quindi molto curiosi di sapere cosa mangiare in Sicilia. Se fate parte del primo gruppo di persone il consiglio più importante che vi posso dare è quello di mettersi a dieta. Seguite una rigidissima dieta per almeno due settimane prima della partenza prestabilita. Riducete drasticamente le calorie se non volete rischiare di diventare un
“arancinu che peri” (termine siciliano che sta ad indicare una persona in sovrappeso).
State sicuri che i vostri sacrifici saranno ripagati con gli interessi durante il soggiorno sull’isola. La Sicilia, oltre a lasciarvi nel cuore molti ricordi, vi regalerà qualche chilo in più. Molto meglio quindi arrivare ben preparati all’appuntamento.

Prima di intraprendere il vostro viaggio in Sicilia dovete sapere che il cibo per i siciliani riveste un ruolo sacro. State lontano dalle note catene di fast food (se ne trovate qualcuno in giro) e provate a mangiare come i siciliani. Viaggiare significa anche conoscere il cibo e i piatti locali e non solo visitare i monumenti o sdraiarsi a mare. Scegliere cosa mangiare in Sicilia può essere molto faticoso. La cucina siciliana, infatti, è molto varia e la scelta potrebbe rivelarsi davvero molto ardua. In questo post voglio quindi consigliarvi cosa mangiare in Sicilia durante la vostra visita.
Questi sono le 10 cose da assaggiare assolutamente. Per nessuna ragione al mondo potete perdervi queste delizie.

PARMIGIANA DI MELANZANE:



La parmigiana di melanzane è un piatto tradizionale siciliano, tipicamente estivo. Ogni siciliano che si rispetti sa prepararla e ne conosce la ricetta. Quindi se non sai prepararla o non sei siciliano o preferisci mangiare quella della mamma e perciò non ti sei mai posto il problema. I piatti cucinati dalla mamma sono sempre i migliori ma leggere questo post potrebbe comunque esserti utile. Sarebbe infatti cosa buona e giusta che tutti sapessero fare una parmigiana di melanzane o per lo meno conoscessero i principali ingredienti. La ricetta è poi talmente semplice che anche chi non ha dimestichezza con i fornelli può comunque facilmente prepararla. In poco tempo e con pochi sforzi potresti ottenere degli ottimi risultati e fare bella figura con gli amici. Inoltre la parmigiana di melanzane è un piatto molto economico e questo non è da sottovalutare. Gli ingredienti principali sono solamente 3: ovviamente melanzane, passata di pomodoro e formaggio. Esistono poi numerose e gustose varianti in giro per l’isola. C’è chi mette il prosciutto, la mortadella, l’uovo, la mozzarella e così via.

CANNOLO CON RICOTTA:



“Tubus farinarius, dulcissimo, edulio ex lacte factus”. Tranquilli, non temete. Questo non è l’incipit di un’impegnativa versione di latino. Si tratta solo di una semplice citazione letteraria o meglio della definizione che il console romano, Marco Tullio Cicerone, da del dolce siciliano per antonomasia durante la sua permanenza nell’isola nelle vesti di questore. Avete capito tra i tanti prodotti dell’arte dolciaria siciliana di cosa si parla in questo post? Bravi, avete detto bene…del famosissimo cannolo siciliano.
Il cannolo siciliano vanta antichissime origini anche se un po’ controverse. Prelibatezza di origine sacra o profana? Secondo una leggenda, che risulta tra l’altro essere la più accreditata, la nascita dei cannoli sarebbe avvenuta a “Kalt El Nissa”, l’odierna Caltanissetta, che, durante la lunghissima dominazione araba in Sicilia (827 d.C.-1091) fu sede di numerosi harem di emiri saraceni. A rafforzare ancor di più questa ipotesi è l’etimologia stessa del temine “Kalt El Nissa” che in arabo significa “Castello delle donne”. Si narra che le concubine dell’emiro per trascorrere il tempo, si dedicassero alla preparazione di prelibate pietanze ma soprattutto di squisite leccornie. Così, durante uno dei tanti esperimenti culinari si suppone che abbiano “inventato” il cannolo. Che si siano ispirati ad un antico dolce arabo simile per forma ad una banana, ripieno di ricotta, mandorle e miele o che abbiano fatto (considerando il rapporto tra geometria e simbologia) un’evidente allusione alle “doti” del sultano?! Beh, questo non è dato sapere, ciò che conta è che, in un modo o nell’altro, hanno creato una vera delizia.

SARDE BECCAFICO:





Se vi piace il pesce ma in particolare le Sarde allora dovete assolutamente provare questo spettacolare piatto della tradizione siciliana, che ne esalta aroma e gusto. Accertatevi che il pesce sia freschissimo e se il vostro pescivendolo è riluttante a pulirlo non preoccupatevi… io ho imparato a deliscare le sarde che avevo sette anni, quindi ci riuscirete anche voi.
E’ semplicissimo: per prima cosa se necessario squamate la sarde (alle volte questa procedura non viene eseguita alla vendita), fatelo con delicatezza è un pesce molto tenero. Aprite la Sarda dalla parte della pancia e con un dito svuotatela delle interiore. Il terzo ed ultimo passo è staccare la testa che se farete attenzione, verrà via con tutta la lisca, vi raccomando per quest’ultima operazione di non staccare la coda ma solo testa e lisca.
Infine sciacquate ogni pesce in acqua tiepida e adagiatelo su carta assorbente per un paio di minuti.
Tempi e gradi di cottura 190 °C in forno ventilato per 25 minuti.


PASTE DI MANDORLA:





Come non nominare le paste di mandorla? I pranzi domenicali in Sicilia non terminano mai senza questi squisiti dolcini. A mio parere i migliori li potete trovare nella zona orientale della Sicilia (da Messina a Siracusa) probabilmente perché le mandorle migliori sono quelle di Avola, piccolo centro in provincia di Siracusa. Comunque in tutta l’isola troverete pasticcerie con banconi straripanti di queste delizie.

PANE CON PANELLE E CAZZILLI:





A Palermo le panelle rappresentano il caratteristico spuntino della giornata. Si possono acquistare in moltissimi luoghi della città , in particolare nelle friggitorie che si trovano praticamente ovunque. Le panelle solitamente si mangiano in mezzo alle mafalde con qualche goccia di limone e un pizzico di sale. Spesso sono accompagnate dai “cazzilli”, crocchette fritte di patate e prezzemolo. Panelle e cazzilli sono inseparabili e talvolta vengono mangiate nello stesso panino.

CASSATA SICILIANA:





Dolce tipico pasquale originario del palermitano. Fortunatamente la si può trovare nelle pasticcerie di tutta la Sicilia e durante tutti i periodi dell’anno. Sul podio della pasticceria siciliana la cassata occupa il gradino più alto. Tra i dolci siciliani, la cassata è quella più conosciuta, amata ed esportata in tutto il mondo. Quello che più colpisce di questo dolce, oltre ovviamente al gusto, è l’opulenta decorazione che ricorda quasi la tipica architettura barocca siciliana. Delle vere opere d’arte!

GRANITA PISTACCHIO E MANDORLA CON BRIOCHE CON TUPPO:





Se avete la fortuna di visitare la Sicilia durante il periodo estivo, fare colazione con granita e brioche è assolutamente d’obbligo. La colazione estiva dei siciliani infatti non prevede il solito cappuccino e cornetto. Voglio sfatare il mito della granita buona in ogni parte della Sicilia: le migliori granite le ho sicuramente assaggiate a Catania. In altre zone dell’isola, purtroppo, sono rimasto molto deluso. I gusti classici sono limone e mandorla ma ormai puoi trovare i gusti più disparati. La mia preferita è mandorla e pistacchio di Bronte
con un “pizzico” di panna montata, accompagnata naturalmente dall’immancabile “brioscia co tuppo”. Vi prego, non vi azzardate a separare la brioche dalla granita; sarebbe come separare Eva e Diabolik. Cosa mangiare in Sicilia: Granita mandorla e pistacchio con panna.

CARTOCCIATA CATANESE:





Non potevo non mettere sul podio uno dei miei pezzi di rosticceria preferiti. Un must se ti trovi a Catania. Difficile spiegare in poche righe cosa sia la cartocciata: bisogna assaggiarla per comprendere fino in fondo. Una pasta morbida, alta, soffice come un panino e dolce quasi come una brioche, farcita con prosciutto cotto, mozzarella e pomodoro e cotta in forno. Ottima anche la variante con le melanzane.

ARANCINO/A AL RAGU’:





Al secondo posto non poteva che esserci lui. L’arancino/a al ragù in Sicilia viene quasi considerato una divinità . Mangiare un arancino è un rito sacro. Bisogna trovare quello giusto, scegliere la forma adatta, la panatura perfetta. L’arancino/a è un piatto unico che brilla di luce propria e non uno spuntino che accompagna qualcos’altro. Ogni altra parola è superflua.

PASTA CON I RICCI:





La pasta con i ricci è una leccornia per chi ama i piatti a base di pesce. Infatti questo primo semplice e sontuoso piatto, esalta con semplicità il gusto e il profumo del mare. Non a caso i ricci, indicatori biologici dello stato di salute del mare, garantiscono tutto il sapore del Mediterraneo.
Il riccio di mare commestibile è (quello che comunemente si dice) la femmina, riconoscibile dai caratteristici colori che variano dal marrone rossiccio al violaceo. è bene tuttavia chiarire che i ricci non sono ne maschi ne femmine in quanto ermafroditi.
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