
Lampedusa (Ampidusa in siciliano) è un’isola dell’Italia appartenente all’arcipelago delle isole Pelagie, in Sicilia[1].
Facente parte del libero consorzio comunale di Agrigento, è l’isola più estesa dell’arcipelago delle isole Pelagie nel mar Mediterraneo, e la più meridionale dell’Italia, e dell’Europa ma solo dal punto di vista amministrativo e giuridico perché geologicamente appartiene alla placca africana. Amministrativamente forma, assieme a Linosa, il comune di Lampedusa e Linosa (di cui è la sede municipale), che conta 6 373 abitanti complessivi[2]. Con una superficie di 20,2 km², è la quinta per estensione delle isole siciliane. In greco antico era nota come Λοπαδοῦσσα Lopadoûssa, poi latinizzato in Lopadusa.
Territorio
L’isola ha una forma allungata e misura da O a E, 10,8 km, mentre nel punto più largo, da N a S, misura 3,6 km, per uno sviluppo perimetrale di 33,3 km. Geologicamente è un horst appartenente come già scritto all’Africa; come Pantelleria è più vicina alle coste africane che da quella della Sicilia (basti pensare che dista 210 km dalle coste siciliane e solo 152 km da quelle africane)[3]
Il punto più elevato dell’isola è Albero Sole, a 133 m di altitudine, ed è situata alla latitudine di 35°30′ N, più a sud di Algeri, Tunisi e La Valletta.
Zone d’interesse
Partendo dal porticciolo e, procedendo verso ovest, si incontra l’insenatura in cui si trova la Spiaggia della Guitgia, oltrepassata questa, che chiude a ovest l’insenatura del porto, il tratto di costa successivo è caratterizzato da punte e cale di interesse morfologico come Cala Croce e Cala Madonna, particolarmente profonde, Cala Greca e Cala Galera.
Dopo un tratto di costa più alta, che sormonta la Baia della Tabaccara, si giunge in vista dell’Isola dei Conigli che dista poche decine di metri dalla costa dove si trova la spiaggia omonima, e dove un tempo Domenico Modugno trascorreva le sue vacanze e dove morì il 6 agosto 1994. Subito dopo si trova Cala Pulcino e il Vallone dell’Acqua. Sul versante settentrionale dell’isola, caratterizzato da coste alte e frastagliate, a Punta Parise troviamo una grotta particolarmente ampia e dall’angusta entrata, che consente l’accesso soltanto a nuoto, nel cui interno è presente una piccola spiaggia di sabbia. Proseguendo verso est ha inizio da qui un tratto di costa caratterizzato dalla presenza degli Scogli Pignolta, Sacramento e del Faraglione, seguiti da Punta Muro, Punta Cappellone che scende a strapiombo sul mare, Cala Ruperta, Punta Taccio Vecchio e Punta Alaimo che marcano un lungo litorale particolarmente selvaggio.
Altro punto d’interesse è il faro di Capo Grecale, dal quale costeggiando una grande baia detta del Mare Morto, frequentatissima da imbarcazioni e dai sub attratti dalla varietà della fauna ittica, si giunge a Punta Parrino che chiude il golfo e Punta Sottile dove si aprono alcune cale del versante meridionale come Cala Francese, in fondo alla quale si trova una spiaggia vicino all’aeroporto.
Clima
Il clima prevalente è mediterraneo (sottotipo termomediterraneo con ombrotipo secco) e presenta caratteri di transizione verso il clima desertico, le estati in genere sono calde e molto asciutte e gli inverni miti e relativamente piovosi; le precipitazioni sono comunque molto scarse, mantenendosi in media tra i 300 e i 350 mm annui. Il persistente spirare dei venti, a causa della bassa elevazione dell’isola di Lampedusa sul livello del mare (da un minimo di 2–10 m nella parte SE a un massimo di 133 m nella parte NO), concorre a rendere sopportabile anche il caldo clima estivo, che risulta essere così piuttosto costante e privo degli eccessi che caratterizzano alcune aree della vicina costa libica.
L’andamento delle temperature medie conferma queste peculiarità climatiche, che avvicinano il clima lampedusano a quello subtropicale semi-arido tipico di alcune aree del Mediterraneo sud-orientale e lo rendono sensibilmente diverso da quello delle altre località costiere della Sicilia; osservando i dati della locale stazione meteorologica si nota che, a Lampedusa, il mese più freddo dell’anno risulta essere febbraio la cui temperatura media giornaliera è +13,6 °C, mentre il mese più caldo risulta essere agosto, con una media di +26,4 °C; a differenza delle località costiere siciliane e tunisine, nelle quali il mese più freddo dell’anno è in genere gennaio (mentre il massimo raffreddamento delle acque marine avviene nel mese successivo), il profilo della temperatura media atmosferica di Lampedusa segue quasi fedelmente quello delle acque marine, che mostrano il massimo raffreddamento a inizio/metà febbraio e il massimo riscaldamento nella seconda metà del mese di agosto.
Questa spiccata marittimità, unita alla bassa latitudine dell’isola (posta a ridosso del 35º parallelo Nord), ha l’effetto di stemperare notevolmente anche gli estremi climatici stagionali, per cui è raro che in inverno si abbiano minime inferiori ai +8 °C e che in estate le massime superino i +32 °C, salvo quando spira lo scirocco, proveniente dall’entroterra libico. A causa della spiccata insularità il clima di Lampedusa è però caratterizzato da tassi di umidità relativa mediamente elevati, compresi tra il 74% e il 78% per l’intera durata dell’anno, soprattutto nei mesi invernali mentre sono più bassi con le più elevate temperature estive; comunque nell’isola la temperatura è relativamente più fresca nella zona nord-occidentale (Monte Albero Sole, 133 m s.l.m.) e più calda nella zona sud-orientale (cittadella e zona portuale) perché più bassa e meno ventilata.
L’isola ha visto nevicate nel 1913, 1915, 1942 (la più abbondante, con accumulo ovunque, anche sulla riviera) e nel 1956. La neve ha fatto nuovamente la sua comparsa nel lembo di terra siciliano più a sud il 31 dicembre 2014 imbiancando le vie del centro abitato e la pista dell’aeroporto[4]